LA USC DI LADINS 17.4.2015


L'articolo a cura della Uniun Ladins Val Badia e pubblicato sulla Usc di Ladins, parla della presentazione del libro Scedola-Patofies tenutasi il 6 aprile 2015 alla matinée culturala a San Martin de Tor (Bz).

FASCIA Y VAL BADIA S'INCUNTA POR N DANMISDÉ DE MUSIGA, AURELA CÖRTA Y CULTURA
En ocajiun dla tradizionala matinée culturala dla Uniun Ladins Val Badia en Lönesc de Pasca, él gnü presenté le liber "Patofies" de Manuel Riz, cun l'acompagnamënt musical de Martina Iori

Sciöche da tradiziun, á ince chësc ann l'Uniun Ladins Val Badia organisé la Matinée culturala en Lönesc de Pasca, ai 6.4.2015, tl gran salf dl Istitut Ladin de San Martin de Tor, atira do mëssa. Por l'ocajiun án ponsé da presenté le liber "Patofies" de Manuel Riz, che n'e nia ciamó gnü presenté tla Val Badia. Y por resté tl tema "fascian" él gnü invié a soné la ciantautoria jona Martina Iori.
Do la prejentaziun y le bëgngnü da pert dl presidënt dla ULVB Michael Moling, á la jënt gnüda alerch tosc podü ascuté la bela musiga dla jona fasciana, davagnadëssa di festivals internazionai de musiga SUNS y Liet, a chi che al tol pert vigni ann ciantarins, ciantauturs y musiconc di lingac de mendranza. Martina á soné y cianté da sora, mudan jö danter acompagnamënt cun chitara y ukulele.
An á podü aldì cianties scrites da Martina instëssa, reinterpretaziuns dl repertore tradizional ladin, cover internazionales y dantadöt  süa ciantia "Viacon mia musega", cun chëra che ara á davagné i dui contest internazionai.
Spo él gnü le momënt de Manuel Riz, che á prejenté por la Val Badia so liber "Patofies", na racoiüda dles patofies gnüdes fora dal 2006 al 2013 t'La Usc di Ladins. Les ilustraziuns, caricatöres y i comics de Scedola él vigni letur d'La Usc che conësc, mo chësc liber i dá la poscibilité ince a d'atres porsones, ince da foradecá, de conësce l'opera de Manuel y les dinamiches, problematiches y i temesc dles valades ladines. Le liber á albü n gran suzes, tan che al è gnü premié pro le Lucca Comics & Games -fiera de comisc, animazun y jüc- cun na menziun speziala dla juria "Gran Guinigi", n pest che an pó  definì l'Oscar dl comics.
Pro le marcé di libri metü sö por l'ocajiun, á i prejënc podü cumpré le liber de Manuel Riz, sciöche ince d'atri libri dla Uniun Ladins Val Badia. A che che á spocumpré le liber i èl gnü scinché na stampa fata a man de n dessëgn de Manuel. Chëstes stampes é gnüdes fates a man al momënt, dal artist badiot Emil Valentini, che á stampé cun la tecnica dla serigrafia. La jënt á desmostré gran interes por chësta forma artejanala de stampa y, moiüs dala curiosité, é tröc stá plü di a damané fora co che chësta tecnica funzionëia.
Tratan la festa él spo sambëgn gnü cufé sciöche da tradiziun. I presënc á podü marné cun na bona bona liagna blancia, acompagnada da n gote de vin, na bira de formënt o n slüch de pom. Por l'ocajiun é i üs da cufé gnüs abelis cun n portaüs cun dic ladins da rì, y les  mëses cun les vignetes de Manuel Riz sciöche tovaia. La Uniun Ladins Val Badia ó rengrazié düc i presënc por avëi passé cun nos chësc danmisdé, chi che á daidé y l'Istitut Ladin Micurá de Rü por la desponibilité.

PEDIES

All'interno del programma Pedies è andato in onda un servizio televisivo (min. 5.47) che racconta della presentazione a San Marin de Tor (Bz) del libro Scedola Patofies.
Il tutto è stato trasmesso sull'emittente TML di Trento l'11 aprile 2015, a cura di Martina Debertol e Giacomo Gabrielli della Filmart Pictures.

ALMANACH 2014


Il 6 febbraio presso la Gran Ciasa di Soraga è stato presentato il terzo numero dell'ALMANACH, la rivista annuale edita dall'Union di Ladins de Fascia che raccoglie gli avvenimenti più importanti accaduti nel 2014 in Val di Fassa.

TITOLO: Almanach 2014
DISEGNI: Manuel Riz
TESTI: Valentina Redolfi, Lucia Gross, Monica Cigolla, Cristina Marchetti
FOTO: Alberto Chiocchetti
EDITORE: Union di Ladins de Fascia
GRAFICA: Misign
LINGUA: Ladino
FORMATO: 33,5 x 24 cm
PAGINE: 52
ANNO: 2015
INFO: lausc@ladinsdefascia.it   Tel.0462.764545

Per ogni mese ho realizzato una storia a fumetti autoconclusiva su di un argomento scelto in collaborazione con le redattrici: Lucia Gross, Valentina Redolfi, Cristina Marchetti e Monica Cigolla.

CHARLIE HEBDO


Dopo l'attentato al giornale satirico Charlie Hebdo mi è stata chiesta una mia opinione all'interno di un'intervista curata da Valentina Redolfi della Usc di Ladins del 16 gennaio 2015. Qui sotto riporto il testo tradotto e l'articolo originale in lingua ladina

"SONO ANDATI AVANTI PER LA LORO STRADA, HANNO SVOLTO IL LORO LAVORO. UN GRANDE CORAGGIO"
Dopo l'attentato alla rivista francese Charlie Hebdo l'autore di Scedola, Manuel Riz ci parla della libertà di espressione e di satira

Il fatto che l'attentato sia stato fatto ad un giornale satirico ti ha coinvolto maggiormente?
A beh, si. Questo mi tocca molto da vicino, visto che faccio questo lavoro da parecchi anni e come molti dei miei colleghi mi sento più coinvolto. Molti pensano che i vignettisti siano persone che illustrano barzellette umoristiche, ma in realtà non è così. Rispetto all'Italia, all'estero i vignettisti sono considerati come dei giornalisti che mettono il loro pensiero di vista in un disegno.

Quelli di Charlie Hebdo utilizzavano delle vignette molto provocatorie con dei pensieri forti...
Diciamo che se uno decide di darsi alla satira è una cosa mentre se decide di fare umorismo è un'altra cosa. La satira non ha confini religiosi, sessuali e di razza. Non ha regole. Nel momento in cui uno dice "io voglio fare satira" non può farsi scrupoli su niente.
Loro sono andati aventi per la loro strada ed hanno fatto il loro lavoro di satirici. Se fosse stato un giornale umoristico sarebbe stato diverso, perché la satira deve provocare. Non hanno avuto paura di andare avanti anzi, ci hanno dato dentro ancora di più e per questo sono stati uccisi.
Poi se devo essere sincero a me le loro vignette non piacevano; a me piace di più una satira più "fine" nella sua provocazione. Loro sono andati giù duri, ma questa era la loro linea che rispecchiava lo stile della rivista, una rivista molto popolare che vendeva sessantamila copie alla settimana.
All'inizio della sua storia nel 1968 il suo nome era "Charlie" e pubblicava mensilmente fumetti come i Peanuts e Andy Capp. Possiamo dire che il suo parallelo in Italia era Linus, e perfino Manara, che era stato presentato alla redazione da Wolinski (uno dei vignettisti uccisi) aveva pubblicato delle storie a fumetti su Charlie anche se non aveva niente a che fare con la satira. In seguito è stato trasformato in giornale satirico settimanale (Hebdo significa settimana).

Il fatto di continuare a difendere sempre e comunque il diritto di satira pensi che sia giusto?
Si, è un comportamento giusto, ma ci vuole tanto coraggio a farlo. Un altro giornale molto probabilmente si sarebbe fermato. Ma loro sono andati avanti con le loro idee ed hanno pagato con la vita.

Pensi che nei loro fumetti abbiano mancato di rispetto?
Dipende tutto da che punto di vista si vedono le cose. Diciamo che al satirico laico, che non ha nessuna fede religiosa, non gliene frega niente. Molti satirici, non credono in niente. Quindi parlare di Maometto, di Dio, degli ebrei o di qualsiasi altro, per loro è uguale mettendo tutti sullo stesso piano.
Per esempio qui da noi nella nostra cultura, conosciamo bene il pensiero della maggior parte delle gente e fin dove ci si può spingere. Io diverse volte sono stato censurato per qualche vignetta, ma è la linea della Usc di Ladins. Se fosse stata una rivista satirica, sarebbero stata pubblicate senza problemi, perché la satira se non disturba qualcuno non esiste.
Poi il disegnatore deve prendersi la sua responsabilità, firmando sempre la vignetta e quindi anche il lettore lo può contraddire scrivendo il suo punto di vista. Tutto ciò, anche qui da noi, non succede spesso, ma ci vorrebbe un confronto.
Anche con La Usc di Ladins succede che qualcuno si lamenta delle vignette, oppure mi hanno offeso via mail definendomi idiota, ma spesso telefonano alla redazione lamentandosi però vogliono restare nell'anonimato. Questo comportamento non lo trovo giusto. Io dico la mia disegnando e firmando la mia vignetta, così espongo il mio pensiero e se tu lettore vuoi dire la tua devi esporti e scrivere.
La differenza è il fatto che il disegno arriva spesso come un pugno allo stomaco; arriva a tutti, sia ai bambini che agli adulti. Ancora al giorno d'oggi nel 2015 il disegno ha una grande potenza espressiva. A Parigi però il confronto non c'è stato.

Tu ti sei mai fermato davanti alle critiche?
No, io non l'ho fatto. Poi come ho detto prima, non mi piacciono le vignette dove semplicemente si offende con una bestemmia. Non me le pubblicherebbero neppure, mi diverto molto di più quando posso giocare con le parole in maniera più tagliente, senza però rinunciare a tirare in ballo i "potenti" che sia il Papa, un presidente o l'assessore di turno. Per questo non mi creo problemi.

Tutto il mondo ha scritto "Je suis Charlie", ti senti anche tu Charlie?
Io mi sento Scedola! "Je suis Charlie" è più che altro un sostegno alla libertà d'espressione e di solidarietà alla rivista che è diventata il simbolo della libertà di pensiero; su questo sicuramente mi sento Charlie.


"I É JIC INANT PER SIA STRÈDA, I À FAT SIE LURIER. N GRAN CORAJE"
Dò l'atentat al sfoi franzous Charlie Hebdo l'autor de Scedola, Manuel Riz ne rejona de la costion de la libertà de esprescion e de satira

Che sie stat n atentat a n sfoi satirich te èl ciapà de più?
A beh, scì. Chest me toca davejin, gè fae chest mestire da desvalives egn e desche n muie de mie coleghes me sente più ciapà ite. N muie peissa che i vignetisć sie jent che scrif jù "barzellette" de grignèr, ma enveze no l'è coscita. Più che da nos, ti paijes foresć i vignetisć é desche giornalisć che met sie pensier te n dessegn.

Chi de Charlie Hebdo durèa vignetes n muie pizochentes, pensieres forc...
Dijon che se un dezide de fèr satira l'è na roba e se un dezide de fèr umorism l'è n'autra. La satira no l'à confins ne religiousc, ne sessuèi e nience de razism. No l'é regoles. Canche un disc "gè voi fèr satira" no l pel se fèr scrupol su nia. Ic é jic inant per sia strèda e i à fat sie lurier de satirics. Se fossa stat n sfoi de umorism fossa stat desvalif, ma la satira la cogn tocèr. No i à abù poura de jir inant anzi, i à smacà amò de più e per chest i é stac copé.
Dapò cogne dir che sia vignetes a mi no les me piajea, me pièsc più na satira sotila e fina. Ic é jic jù dures, ma chesta l'era la linia e l stil del sfoi, n sfoi cognosciù per chest e che ven sessanta mile copies en setemèna.
Al scomenz, canche l'é vegnù fora del 1968 l'aea l'inom "Charlie" e l publichèa comics desche Peanuts e Andy Capp. Dijon, l paralel de Charlie te la Franzia, l'era Linus te la Tèlia e per dir ence manara, che l'era stat prejentà da wolinski (un de chi copé) l'aea publicà comics sun Charlie che no aea nia a che fèr con la satira. Dò l'è stat man a man trasformà te n sfoi de satira e l'à tacà a vegnir fora no più n'outa al meis, ma n'outa en setemèna (Hebdo vel dir setemèna).

Chest jir inant a defener l derit de satira peisseste che l sie giust?
Ei, l'é n comportament giust, ma ge vel dir che ge vel aer coraje. N auter faziele l se aessa fermà. Ic é jic inant con sia idea a i l'à paà con la vita.

Peisseste che i abie emncià de respet te sia patofies?
L'é dut a seconda de coche se la veit. Dijon che al satirich laich, che no à nesciuna fé religiousa, no ge n sfrea dalbon nia. N muie de satirics, no i cree te nia. Donca parlèr de Maomet, de Die, di ebrees o de chi che mai, per ic l'é valif e i li met duc sul medemo pian.
Per dir, chiò da nos, te noscia cultura, saon che pensier che à la jent e fin olache podon ruèr. Gé ogne tant son stat censurà per vèlch vigneta, ma l'é la linea de la Usc di Ladins. Se fossa stat na revista de satira, se fossa jic inant sun mia strèda, percheche l'é normal, la satira, se no la piziochea zachei no l'à da esser.
Dapò l dessegnador se tol sia responabilità, l firma semper sia vigneta e ence l letor l pel dir la sia e scriver. Chest, ence chiò da nos, no l sozede trop, ma ge volessa n confront.
Ence te La Usc di Ladins l'é sozedù che rua critiches a la vignetes, o i me à ofnù e i me à chiamà idiota, ma i telefonea, i disc che no ge pièsc e i vel restèr te l'anonimat. Chest no l troe giust. Gé die la mia, fae mia vigneta che firme, chest l'é mie pensier e se te ves dir tu to pensier, te pes l scriver. La desferenza l'é che fosc l dessegn l'é desche n pugn tel stomech; i lo enten duc, che sie n bez o n gran. Amò aldidanché del 2015 l dessegn à na gran forza. A Parigi però confront no l'é stat.

Tu te èste ferà tedant a chela critiches?
Na, gé no l'è fat. Dapò, descheche é dit dant, no me pièsc chela vignetes olache l'é sù demò la bestemia. no i me la publicassa nience, ma me pièsc più jir sul sotil, jièr con la paroles, zenza ampò renunzièr a jièr ence coi "potenc" che sie l Papa, n president o n assesor. De chest no me cruzie.

Te dut l mond duc à scrit dora "Je suis Charlie", te senteste ence tu Charlie?
Gé me sente più Scedola! "Je suis Charlie" l'è n sostegn a la libertà de esprescion e de solidarietà al sfoi che ades l'é doventà simbol de la libertà de pensier; sun chest ben me sente Charlie.

ERCABOAN - Satira ledia ma...


In questo servizio televisivo Michele Carpano, della Tv privata TML di Trento, mi ha chiesto una breve riflessione sulla liberà d'espressione e di satira dopo l'attentato alla rivista Charlie Hebdo. L'intervista è andata in onda nel programma Ercaboan del 17 gennaio 2015.

7° PREMIO NOVELLO


Il Premio Novello, concorso internazionale di umorismo e satira di costume intitolato al famoso vignettista di Codogno Giuseppe Novello (1897-1988), si avvicina ai temi che coinvolgono la vita non solo italiana ma anche internazionale, così come questa edizione dedicata al tema dell'alimentazione di Expo 2015.
La vignetta che ho presentato non riguarda gli aspetti legati al cibo ma piuttosto gli scandali sulla presunta "cupola" d'affari e lo scambio di mazzette fra politici, dirigenti e imprenditori.
Per questa VII edizione sono arrivate 621 illustrazioni da 55 nazioni, fra queste ne sono state selezionate 50 che hanno partecipato all'esposizione tenutasi a Codogno dal 4 al 26 ottobre 2014 presso il Vecchio Ospedale Soave, ed in seguito inserite nel catalogo della mostra.



IL CITTADINO 6.10.2014


L'articolo a cura di Rossella Mungiello del quotidiano Il Cittadino di Lodi, parla dell'esposizione e premiazione del Premio Novello 2014, all'interno del testo viene citata la mia illustrazione Expop presente in mostra.

PARLA RUSSO IL PREMIO NOVELLO 2014
L'internazionalità della gara sancita anche dal secondo e terzo posto, andati a un artista olandese e a uno turco

Il regno degli opposti, delle provocazioni, del genio creativo. Quello in cui linee, punti e suggestioni oniriche diventano un messaggio universale. Suscitando la risata e l'indignazione, la riflessione e i moti del cuore, su un mondo storto e claudicante, schiavo delle mercificazione del consumismo e delle disuguaglianze alimentari, diviso in un Nord che rischia di soffocare negli eccessi e un Sud che non arriva a sedersi a tavola. Una sfera di mari e terre, pronta a mettersi in mostra sotto l'egida dell'Expo 2015, governata da un uomo che non è più la personificazione dell'equilibrio che disegnava Leonardo Da Vinci, quanto l'obeso Vitruvian Man di Maxim Swagin.
È con il suo novello uomo vitruviano che il russo sbaraglia la concorrenza di un anno da record - 621 vignette in gara - e vince la settima edizione del concorso di umorismo e satira di costume "Novello - Un signore di buona famiglia". Tallonato dall'olandese Eric Van Der Wal e il suo Food Iniquity, che tratteggia i volti di un globo diviso in due, con il maggiordomo bianco che serve la metà ricca del pianeta come se contenesse una gustosa pietanza e il fratello di colore che guarda l'altra metà della sfera terrestre, che tiene tra le mani, inesorabilmente vuota. Alla Turchia, e all'artista Demirci Hicabi con Food che rievoca il legame primordiale tra il cibo e i bisogni dell'uomo, va il terzo posto assoluto di una competizione che, mai come oggi, mostra tutta la sua capacità di farsi interprete, e giudice severo, dell'attualità e delle sue storture.
Con una mostra ricca di stimoli, intuizioni, sprazzi creativi, aperta sabato pomeriggio, nei locali del vecchio Ospedale Soave di Codogno, con un momento ufficiale dedicato alla presentazione delle vignette vincitrici della settima edizione, con la direzione del premio affidata al vignettista Lele Corvi e la direzione artistica al critico, filosofo e saggista Amedeo Anelli. Con loro il sindaco di Codogno Vincenzo Ceretti, l'assessore alla cultura Mario Vittorio Zafferi, il comico Maurizio Milani, anche membro della giuria, come Rudy Zerbi, che ha lasciato ai presenti un videomessaggio di saluto, Emilio Gnocchi, curatore della famiglia Novello e presidente della fondazione Lamberti.
A giudicare una mole impressionante di lavori - 621 quelli  inviati, da cinque continenti diversi, 180 quelli italiani, 200 quelli esposti, 50 quelli inseriti nel catalogo edito per l'occasione - anche i vignettisti Lido Contemori e Giovanni Sorcinelli, il giornalista e editore Michele Dalai, Fausto Oneto, organizzatore del prestigioso premio di fumetti e satira Ugiancu. Sulle pareti della sala esposizioni del Soave, una selezione di culture, stili, sensibilità differenti, con l'obiettivo della matita puntato su angolazioni diverse della società, in paesi differenti.
E allora, per l'italiano Manuel Riz, la grande esposizione, in una esplosione di colori pop alla Warhol e i piatti che contengono mazzette da 100 euro, diventa Expop, mentre per Friedrich Tasser è l'Italia stessa a finire in padella, anzi ai ferri, come una bistecca che ha la stessa forma dello stivale. Il siriano Asaad Wissam fonde tecnologia e bisogni primari, con il classico simbolo di ricezione del wifi che non sta a indicare la presenza di linea, ma di cibo in Fame, mentre Tocaferli Seyran, dall'Azerbaijian, nel suo Food porta sotto i riflettori la nonna che cucina il suo stesso cuore, in padella, per sfamare i nipoti.
Sguardi profondi, taglienti, lucidi, capaci di tradurre la complessità quotidiana con tratti di matita e campiture di colore, lasciando al visitatore il compito più arduo, la riflessione. 

GRAN GUINIGI - Menzione Speciale

Con una creatività bizzarra e imprevedibile Manuel Riz ci consegna un'imperdibile e unica lezione di ladino

Questa la motivazione con la quale la giuria del Premio Gran Guinigi, presieduta da Luca Raffaelli, ha premiato con la Menzione Speciale il libro Scedola Patofies in occasione di Lucca Comics & Games il 31 ottobre 2014.

TRENTINO 7.11.2014


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla del premio Menzione Speciale Gran Guinigi per il libro Scedola-PatofiesLucca Comics & Games 2014.

L'OSCAR DEL FUMETTO A MANUEL RIZ
Menzione speciale per "Scedola" al festival di Lucca: "Soddisfazione enorme"

«Con una creatività bizzarra e imprevedibile Manuel Riz ci consegna un'imperdibile e unica lezione di ladino». Questa è la motivazione alla menzione speciale al libro "Scedola-Patofies" con cui, il 31 ottobre, la giuria del "Gran Guinigi" ha premiato Riz, fumettista di Canazei, al Lucca Comics & Games Festival. A chi non s'intrattiene abitualmente con questa forma d'espressione e d'arte, in equilibrio tra disegno e parola, va precisato che il "Gran Guinigi" è considerato una sorta di Oscar del fumetto.
Un riconoscimento prestigioso per cui le case editrici (internazionali) del settore, ogni anno, gareggiano con il meglio della loro produzione. Ed è davvero sorprendente la menzione assegnata a Riz, che alle spalle non ha un editore "forte" e conta lettori prevalentemente ladini dal 2000, quando ha ideato Scedola (truciolo, in ladino), l'irriverente protagonista di strisce e storie spassose pubblicate dal periodico "La Usc di Ladins".
Lo scorso maggio Riz, col sostegno del Comune General de Fascia e de l'Union Generela di Ladins, ha raccolto il meglio delle "Patofies" (storie) di Scedola, dal 2006 al 2013, nel suo primo libro curato con il grafico badiota Michael Moling. «A giugno - spiega Riz, 38 anni, insegnante d'educazione artistica in Fassa - l'ho inviato, quasi per gioco, al concorso ed è stata una grande soddisfazione ricevere subito la menzione. Il mio Scedola, che parla ladino e racconta spesso "piccole storie di montagna", si è confrontato con i lavori di talenti quali Gipi (spesso sulle pagine di Repubblica, insignito "Maestro del fumetto" al "Gran Guinigi"). È il premio più importante che ho ottenuto finora». Grazie al suo talento Riz, infatti, non è nuovo ai riconoscimenti - basti ricordare, tra i tanti, il 3º posto, nel 2013, alla "Biennale internazionale dell'umorismo nell'arte" di Tolentino e il 2º al concorso Andrea Pazienza - ma certo il libro di Scedola, che incarna caratteristiche arcaiche e moderne dei ladini delle vallate del Sella e critica, con le sue battute taglienti, personalità autorevoli, non è passato inosservato, tra le 205 pubblicazioni in concorso, alla qualificata giuria, composta tra gli altri da Luca Raffaelli (uno dei massimi esperti italiani di fumetti).
Il modo in cui Riz è venuto a conoscenza del premio è singolare quanto le vicende che narra di Scedola. «Venerdì scorso, per curiosità, ho dato un'occhiata in Internet ai risultati del concorso: alla fine dell'elenco degli otto autori premiati (per varie categorie), ho notato la menzione a "Patofies". Non ci potevo credere! Tanto che ho contattato subito gli organizzatori. Per un disguido "tecnico" non è giunto l'invito alla premiazione e mi è dispiaciuto perché l'avrei ricevuta dalle mani di Gabriele Salvatores. Ma, nel giro di poco, ho ricevuto la menzione che, oltre a riempirmi di gioia, mi incoraggia a proseguire con le avventure di Scedola».

LA USC DI LADINS 14.11.2014


L'articolo a cura di Valentina Redolfi della Usc di Ladins, parla del premio Menzione Speciale Gran Guinigi per il libro Scedola-Patofies a Lucca Comics & Games 2014.


"PATOFIES" MENZIONÀ A L'OSCAR DI COMICS
La regoeta di comics de Scedola, personaje de La Usc di Ladins e vegnù fora dal lapisc e dal cef de Manuel Riz se à fat valer al "Gran Guinigi" de Lucca

Con na menzion spezièla al festival "Gran Guinigi" de Lucca de chest an, "Scedola-Patofies" l'é ruà anter i miores libres de comics del 2014. N gran onor e na bela sodesfazion l'é stat chest pest ben segur per sie autor Manuel Riz e tel medemo temp ence per dut nosc raion ladin che l'é l teater de la maor pèrt de la Patofies de Scedol e ence per La Usc di Ladins e l'Union Generela di Ladin dla Dolomites, che del 2000 aea dezidù de cerder perorio Scedola desche personaje per la caricatures e Patofies de nosc sfoi.
Prejentà chest an te Fascia en ocajion de l'Aisciuda Ladina, l liber l'é na regoeta de duta la Patofies publichèdes n'outa al meis su La Usc di Ladins del 2006 al 2013. L protagonist, descheche duc saon, l'è Scedola, vegnù fora dal lapisc e da la idees de Manuel Riz da Cianacei, che te duc chisc egn à moscià a na vida ironica e pizochenta che che sozedea stroz per la valèdes ladines, tocian argomenc e personajes zenza sparagnèr nia e nesciugn.
L liber l'è stat dat fora dal Comun General ensema a l'Union Generela e la grafica é de la firma Misign da la Val Badia, l tol ite 68 Patofies con test originèl per ladin con japedela traduzion di tesc' per talian. Apede a chest l'é ite ence trei toc introdutives: un de l'artist fascian Claus Soraperra su la storia de la satira te la ladinia dal scomenz del 1900; un de l'autor de comics Giuseppe Palumbo sul lengaz di comics aldidanché e ence n toch de Manuel Riz su la naa de Scedola.

La Menzion spezièla
Via per chest l liber, fresch de publicazion, à tout pèrt al Comics & Games Festival e l'à vent la menzion spezièla.
Chest festival l vegn fat dal 1967 en cà a Lucca, olache per l'ocajion se bina jent da dut l mond; l'é la più emportanta rassegna talièna de setor, seconda al mond per numer de partezipanc dò l comiket de Tokyo. Endèna chest festival l moment più spetà lé l'assegnazion del Gran Guinigi, n pest dat da na jurìa de esperc ai miores prodoc del setor di comics.
A Manuel Riz ge aon domanà coche la é stata e l ne à spiegà più avisa del recognosciment e del pest e l ne à contà che chest Gran Guinigi, l'é conscidrà l'Oscar talian di comics, l'é autores e editores da dut l mond e adertura chest an a la premiazion, a consegnèr i recognoscimenc, l'era l regist Gabriele Salvatores.
"cognoscee l Festival e l concors percheche tel setor di comics l'é emportant- ne à contà Manuel Riz- via per de jugn é manà l liber al concors. che tol pèrt a chest festival l'é autores de comics de nonzech e cognosciui te dut l mond e en dut chest an i à tout ite 205 publicazions. Anter duc chisc son ruà a ciapèr la menzion spezièla e chest me fèsc gran piajer. Ogne an ge vèrde ai venjidores, e no l'é che ogne an vegne dat la menzion spezièla, donca me fèsc amò più onor che chest an i l'abie metuda per la Patofies. Me endespièsc giusta de no aer podù jir a la zerimonia de premiazion. Son vegnù a l saer da internet e canche é telefonà l'é vegnù fora che l'é stat n fal de l'organisazion, no aee ciapà la comunicazion".
En vender ai 31 de otober donca l'é stat la premiazion e "scedola-Patofies" l'à ciapà na menzion con chesta motivazion:"Con una creatività bizzarra e imprevedibile Manue Riz ci consegna un'imperdibile e unica lezione di ladino".
Chest travert arjont da Riz con "Scedola-Patofies" l'é l più emportant de sia cariera de autor de comics. Recordon ence che l'an passà l'era ruà terzio a la Bienala Internazionèla de l'umorism de l'èrt de Tolentino e secondo al concors de comics dedicà al fumetist talian Andrea Pazienza e che aea fat ruèr Riz su la revista XL de Repubblica.

Da Fascia en curt

All'interno del TG Da Fascia en curt del 15 novembre 2014, è stata trasmessa una mia breve intervista, a cura di Angela Pederiva, sul premio Menzione Speciale al Gran Guinigi 2014.

NEIF MARMOLEDA


Neif Marmoleda è una azione artistica nata dalla collaborazione con Claus Soraperra, che ha come obiettivo la sensibilizzazione del disgelo dei ghiacciai, attraverso l'arte come veicolo di comunicazione. La presenza della Marmolada all'interno del gruppo delle Dolomiti di Fassa apre scenari di dibattito e discussione che sono attuali e sensibili all'interno della comunità ladino - fassana.
Le problematiche legate al riconoscimento della Marmolada come Regina delle Dolomiti e le possibilità di apprezzarla nella sua potenza evocativa, sembrano rimanere un concetto volutamente "congelato" da una politica che fatica a dare risposte concrete e condivise, garantendo così uno status quo che penalizza l'immagine di Fassa.
Noi pensiamo che attraverso il problema del disgelo globale possiamo attirare l'attenzione di ogni singolo sulla questione della presenza appunto di questo ghiacciaio è sulle possibilità di farlo rivivere con le sue intrinseche potenzialità.
Il giorno 7 settembre 2014 a quota 2850 metri, in località Pian dei Fiacconi, abbiamo raccolto in 35 contenitori di plastica trasparente la neve della Marmolada, segnando la data, la latitudine (46°26' N), la longitudine (11°51' E), l'ora, numerando e firmando ogni singolo contenitore.
Un mese dopo, il 3 ottobre 2014, attraverso una performance abbiamo presentato l'azione artistica presso la Frida Street Gallery, consegnando ai presenti la neve "inscatolata" ricordando che ognuno di noi può simbolicamente far la propria parte nella salvaguardia e conservazione del pianeta.
Pensiamo che la soluzione dei problemi debba necessariamente partire dalla sensibilizzazione culturale.

FRIDA STREET GALLERY


La presentazione del progetto Neif Marmoleda si è svolta il 3 ottobre 2014 a Canazei, in occasione dell' apertura ufficiale della FRIDA STREET GALLERY , uno spazio autogestito con Claus Soraperra dove, da un paio d'anni, esponiamo opere nate da idee comuni con il fine di riflettere sulla società contemporanea tramite il linguaggio dell'arte, divulgando il nostro pensiero direttamente fra la gente che passa per strada.

LA USC DI LADINS 17.10.2014


L'articolo a cura di Valentina Redolfi della Usc di Ladins, parla della presentazione del progetto Neif Marmoleda presso la Frida Street Gallery.

RIZ E SORAPERRA À METÙ TE SCATOLA LA NEIF DE LA MARMOLÈDA
A l’inaudazion de “Frida Street Gallery” a Cianacei, l’ùltima opera d’èrt de Manuel Riz e Claus Soraperra à l’obietif de sensibilisèr la jent sul sciudament del pianet e l delegament di giacees

Someèa de esser te n auter post, n’autra dimenjion, n’autra val. Enveze se era ta Cianacei, te Strèda del Faure, duc engaissé a spetèr n’autra performance di artisc' ladins Manuel Riz e Claus Soraperra.
Renata Dantone de Nato de Pacifico col gramièl apede na fana de orc, Giordano con l’orghen da mantech, i parents de Claus e Manuel apede a Renata a endrezèr pan de sièla e piac per meter ite l’orc. Su per la sief de fèr del cantier de chi del Faure l’era tacà fora n cartel de “pericolo animali domestici” e sora l ciel pien de sgolons. Jent dut intorn, ma di artisć nia, no l’era nience l’ombrìa. A i spetèr se à pissà de dut: vegnarèi pa dal ciel? Jù da barcon del Garnì Hirsch? Fora da tedò na cèsa? Canche Giordano à tacà a sonèr duc se à utà e i doi ruèa a pe pan pian ca da pènt sun ruf de Antermont. Regolé da d’invern, plus de piuma, vegères da giacé, “Go-pro” sul cef e te man chela valijes per tegnir la roba al freit (no sé pa nience per talian che che ge vegn dit). Fonin te man, foto de ca, video de la, vegèdes anter chi del publich e grignèdes dut entorn. L’inaudazion de la “Frida Street Gallery”, la vedrina sun Strèda del Faure de Frida Bernard del Garnì Hirsch, da tempes veiores vedrina de èrt, la era tachèda.
L’é stat i doi artisc a spieghèr delvers coche la é stata. Timpruma la vedrina, tachèda sul mur e grana pec metres cadrac, era stata durèda dal père de Claus, Virgilio Soraperra e canche l’à lascià sù aea metù fora ence Claus. No la jìa trop e donca ensema a l’amich Manuel l se à pissà de poder ge domanèr a Frida, patrona del Garnì Hirsch, se l ge l’aessa metuda a la leta a duc doi. Frida ben segur à azetà e en sie onor ge é stat dedicà l’inom: “Frida Street Gallery”, la galarìa de strèda de Frida. L’inaudazion la é stata en vender ai 3 de otober da les 18.15 e l’é doi egn che la vegn durèda. L’obietif no l’é comerzièl, l’é piutost na vida per i doi artisć de dir sia opinion sun argomenc de atualità fascèna, talièna e ence mondièla. L’é stat metù fora operes d’èrt su la litazions americhènes, sui festejamenc sul prum de l’an, su la chèrta di troes de nosc raion, sul telesciudament; dut da poder amò veder sul Blog te internet agiornà ence a l’ùltima opera d’èrt metuda fora enstadì en ocajion de l’inaudazion e che à desche argoment la Marmolèda. “Cognon fèr zeche per la jent da chiò – à tacà i doi artisć te l’anunzièr l’opera d’èrt – che podesse ge enteressèr a la jent. Se aon pissà a la Marmolèda sun chel che ence nos artisć podon dir zeche. No volane trèr ca de la strèda, del tunel o de l’impiant e se aon pissà al giacé. Se aon documentà delvers soraldut su la cantità de giacia che l’era tel passà respet a aldidanché. Anter duta la reflescions se aon pissà a coche ogne un de nos pel salvèr la Marmolèda. Sion jic su ai 7 de setember, se aon tout dò la termos, se aon enjignà la scatoles de plastica trasparenta e les aon empienides de neif. Aon empienì 35 confezions, ge aon scrit sù l post, la posizion, la data e l’ora e anché volon ge les dèr a nesc amisc chiò che i posse se la meter te congelator. Podede n fèr chel che ve sà, ence ve la magnèr desche n giacin dò cena...”.
Ma estra a la batudes, chela de Soraperra e Riz l’é stat na “sgorlèda” ence belebon forta, na provocazion e na azion de sensibilisazion sul problem del giacé su la Marmolèda e de dut l sciudament del pianet. “La noscia – disc Riz e Soraperra – l’é na azion artistica con l’obietif de sensibilisèr l delegament di giacees tras l’èrt che l’é noscia vida de dir la robes. La Marmolèda l’é argoment de discuscion te Fascia. I problemes leé al recognosciment de la Marmolèda desche Reìna de la Dolomites e sul poder la aprijièr te sia forza del passà, somea conzec “congelé” aposta da na politica che fèsc fadìa a troèr responetes concretes e condividudes e che penalisea la vijion entrìa de Fascia. Pisson che tras l problem del delegament podon spenjer duc a pissèr al giacé che l dovente vif e fort. Metan la neif te scatola e ge la dajan ai prejenc aon volù recordèr che ogneun de nos pel, simbolicamenter, fèr sia pèrt per stravardèr l pianet. Pisson che la soluzion di problemes cogne per forza pontèr demez da na sensibilisazion culturèla”.
Apede a chest te vedrina te strèda del Faure l’é stat metù fora i retrac di doi artisć endèna la operazions sun Marmolèda, informazions sul giacé e ence na chèrta de la Marmolèda de l’Otcent, canche podestà de Cianacei l’era n tèl Beniamin Bernard e l confin de la Marmolèda l’era amò chel veie.
A ge fèr onor ai artisć, amisc e professores da Cianacei, dò l moment ofizial l’é tacà la festa con n bon piat de orc senté jù a se fèr doi ciacoles e a se tor la scatoles de neif ge lascian l nominatif. Anter duc l’era ence Tone Valeruz che à dit de la scomenzadiva “n bon pont de partenza” e i operatores de Fedaa Aurelio Soraruf de Fanci, Ermanno Lorenz de la Lis e Roberto Platter.Claus e Manuel, apede che aer fat na azion de sensibilisazion, enstadì i à fat ence comunanza ta Cianacei e i à fat entener che se se vel fèr zeche, ogneun de nos pel l fèr.

TRENTINO 5.10.2014


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della performance Neif Marmoleda presso la Frida Street Gallery.

LA NEVE DIVENTA QUASI UN PEZZO D'ARTE
Performance dei ladini Riz e Soraperra per "salvare la Marmolada"

"Fermiamo lo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada": è lo slogan dell'ultima performance artistica, dal messaggio forte coinvolgente, di Manuel Riz e Claus Soraperra. Entrambi di Canazei, l'uno fumettista e l'altro pittore, ambedue insegnanti nelle scuole della valle, Riz e Soraperra hanno convocato, venerdì scorso alle 18, una quarantina di amici in Strèda del Faure a Canazei, dove hanno inaugurato ufficialmente, con tutta l'ironia che li contraddistingue, la "Frida Street Gallery": nient'altro che una bacheca sulla via dove, da circa due anni, espongono opere che non passano inosservate agli occhi più attenti provocando, in primo momento, una risata e, subito dopo, naturali riflessioni su vicende che dalla Val di Fassa si allargano al Trentino (dal teleriscaldamento, allo sci, alle elezioni provinciali) e in generale alla nostra regione e al mondo.
Venerdì i due artisti hanno presentato l'opera inedita che ha per oggetto la Marmolada, della quale il 28 settembre si è celebrato, col concerto più alto delle Dolomiti, il secolo e mezzo dalla prima salita in vetta di Paul Grohmann.
"Vogliamo contribuire alla difesa della Marmolada - hanno esordito, in ladino, tra il serio e il faceto Riz e Soraperra - specie del ghiacciaio, ma non un quadro: già fatto! così siamo saliti sul ghiacciaio, abbiamo raccolto 35 palle di neve, le abbiamo riposte in vaschette di plastica, portate a spalla a valle in borse-frigo e stasera le consegniamo ai nostri ospiti perché le custodiscano nel freezer!
Gli alpinisti che ci hanno visto scavare, ci hanno presi per scienziati, ma ai più curiosi abbiamo precisato d'essere artisti impegnati a fermare lo scioglimento del ghiacciaio". Riz e Soraperra hanno poi svelato la bacheca, che contiene il frutto delle loro ricerche e dell'ascesa: foto delle palle di neve, dati sullo scioglimento del ghiacciaio e una mappa della zona di fine Ottocento col timbro Benjamin Bernard, podestà dell'epoca. Quindi, agli ospiti, assieme alle vaschette con la neve della Marmolada (numerate e con tanto di nominativo) è stata consegnata "con leggerezza" anche la responsabilità di questa montagna, tanto affascinante quanto priva di un progetto che la valorizzi.

L' ADIGE 29.10.2014


L'articolo a cura di Federica Giobbe dell' Adige, parla della performance Neif Marmoleda presso la Frida Street Gallery.

PERFORMANCE PER SALVARE IL GHIACCIAIO
"Neif Marmoleda", progetto d'arte di Riz e Soraperra: palle di neve d'autore in freezer

"Fermiamo lo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada": questo è lo slogan dell'ultima performance artistica, dal messaggio forte e coinvolgente, di Manuel Riz e Claus Soraperra; entrambi artisti ed amici di Canazei, l'uno fumettista e l'altro pittore, ambedue insegnanti della Scuola d'Arte della Val di Fassa. Per "Neif Marmoleda", Riz e Soraperra hanno convocato, il 3 ottobre, una quarantina di amici in Strèda del Faure a Canazei, dove hanno inaugurato ufficialmente, con tutta l'ironia che li contraddistingue, la "Frida Street Gallery". nient'altro che una bacheca sulla via dove, da circa due anni, espongono opere che non passano inosservate. Un'idea sulla scia dell'artista italiano Maurizio Cattelan che ha una sua personale bacheca a New York.
Provocatori, dissacranti ed ironici, prima artefici di una risata e subito dopo di riflessioni naturali su vicende che dalla Val di Fassa si allargano a tutto il Trentino (dal teleriscaldamento, allo sci, dalle elezioni provinciali fino ai fatti di cronaca locale ecc...). Uno spazio nuovo, creativo, alla portata di tutti, dove l'arte la fanno anche le persone comuni con il loro passaggio.
Era il 7 settembre 2014 quando i due amici artisti sono saliti a quota 2850 metri, al Pian dei Fiacconi, dando inizio alla loro performance creativa. "Vogliamo contribuire alla difesa della Marmolada -hanno esordito, in ladino, tra il serio e il faceto- specie del ghiacciaio, ma non con un quadro. questo lo abbiamo già fatto! Siamo saliti sul ghiacciaio, abbiamo raccolto 35 palle di neve, le abbiamo riposte in vaschette di plastica, portate a spalla a valle in borse-frigo, ed nella serata del 3 ottobre le abbiamo consegnate ai nostri ospiti perché le custodiscano nel freezer! Gli alpinisti che ci hanno visto scavare, ci hanno presi per scienziati, ma ai più curiosi abbiamo precisato d'essere artisti impegnati a fermare lo scioglimento del ghiacciaio".
Riz e Soraperra hanno poi svelato la bacheca, che contiene il frutto delle loro ricerche e dell' ascesa:foto delle palle di neve, dati sullo scioglimento del ghiacciaio e una mappa della zona di fine Ottocento col timbro Benjamin Bernard, podestà dell'epoca. Quindi, agli ospiti, assieme alle vaschette con la neve della Marmolada (numerate e firmante, sulle scie di grandi artisti contemporanei come Piero Manzoni) è stata consegnata "con leggerezza" anche la responsabilità di questa montagna, tanto affascinante quanto priva di un progetto che la valorizzi.
Neif Marmoleda, il nome del progetto, riguarda non solo la neve "inscatolata" ma ogni oersona che ama la montagna, ricordando che ognuno di noi può far la propria parte.

MARATONA DLES DOLOMITES 2014


Il TEMPO è stato il tema della 28° edizione della Maratona dles Dolomites, così dopo l'uscita dal mio luogo di meditazione ho partecipato come vignettista alla diretta televisiva andata in onda il 6 luglio su Rai 3.





La conduzione in studio è stata affidata a Stefano Garzelli e Alessandro Fabretti con gli interventi di Michil CostaDon Paolo Renner Luca Sofri oltre a vari ospiti che si sono via via susseguiti, il tutto accompagnato dalla musica di Alessandro TreboSimona BondanzaMauro Battisti e Rodolfo Cervetto.
Al termine della diretta con mio grande stupore mi hanno affidato il compito di premiare il podio femminile...