LA MEGNES telemark


Per il famigerato gruppo di telemark La Megnes della Val di Fassa, ho realizzato questa illustrazione che rispecchia il loro stile di vita selvaggio sulle piste da sci: "tallone libero, birra and rock'n'roll" !!!

Fiemme & Fassa magazine


Fiemme & Fassa magazine è una rivista semestrale che tratta curiosità riguardanti il mondo delle Dolomiti e tematiche della società contemporanea. Per il numero invernale 2015/16 ho realizzato la copertina ed un'intervista a cura dalla giornalista Sofia Brigadoi.

MANUEL RIZ tra invenzione e libertà d'espressione

Le vignette satiriche di Riz si nutrono del reale, smascherano le ipocrisie, suscitano il riso e la riflessione attraverso disegni e battute taglienti, che mostrano la capacità straordinaria di un artista di compiere un sincronico excursus sul mondo ladino ma non solo.
Il suo omaggio al mondo della matita umoristica e satirica è Scedola (truciolo), personaggio creato per un concorso bandito dal settimanale La Usc di Ladins nel 2000. Riz vince e si aggiudica un posto d'onore all'interno delle cronache settimanali. Da allora le sue vignette satiriche punzecchiano in modo divertente la società ladina, inducendo il lettore a riflettere e meditare su temi quali l'ambiente, la società, la cultura e il mondo politico. Un'arte fruibile e immediata che arriva in modo diretto a tutti e che s'inserisce perfettamente nel panorama del contemporaneo.

Com'è che sei diventato un disegnatore satirico? L'imput.
era uscito un concorso sul settimanale La Usc di Ladins, nei quali si cercavano dei nuovi talenti interessati alla satira. Il mio personaggio "Scedola" era piaciuto molto... è stato questo il mio primo passo nella satira.

Scedola è la tua voce. I tuoi pensieri.
in parte sì, anche se poi, con il tempo, i personaggi che crei vivono un po' di luce propria. Lui è una persona semplice e per nulla dominante, ma ha un cervello acuto e soprattutto non ha paura di colpire anche le persone più potenti. Desideravo che anche il suo aspetto fosse comune. Sono partito dagli studi di scultura effettuati in Accademia, in quanto a quel tempo mi piaceva eseguire delle sculture molto stilizzate. Da quel percorso accademico è nato il viso di Scedola, che è per l'appunto molto lineare e tagliente.
Ho voluto che indossasse un vestito come quelli che mettevano i ragazzini alla fine dell'ottocento, primi del novecento. Una sorta di pastorello. Una volta terminato il disegno ho cercato un nome che potesse adattarsi al personaggio e mi è balzato alla mente Scedola (Truciolo), ossia lo scarto della lavorazione del legno. Riccioli che s'infilano ovunque e che sono difficili da rimuovere completamente. Uno scarto insomma, che ti ritrovi sempre da qualche parte. Scedola è così: lo trovi ovunque e rompe le scatole un po' a tutti, naturalmente per le motivazioni che ritiene necessarie e giuste.

Perché una vignetta funzioni cosa deve trasmettere?
Deve far ridere e nel frattempo pensare. Punzecchiare nella risata è la combinazione perfetta affinché una vignetta satirica funzioni. non è sempre semplice creare questa fusione, poiché l'immagine e il testo devono essere comprensibili a tutti, senza però perdere la loro forza critica.

Le tue vignette sono molto apprezzate, ma ogni tanto sei stato anche criticato.
Certo, è successo, ma questa è la funzione dell'illustrazione satirica. non deve piacere a tutti, e sono soddisfatto che le mie vignette possano risultare scomode a qualcuno. Fa parte del gioco creare un dibattito tra la gente e quando questo accade, significa che ho raggiunto il mio scopo. comunque la persona che si sente presa di mira può tranquillamente rispondere al giornale con una lettera.

La tua satira da che parte sta?
La satira non sta né a destra, né a sinistra. Non combatte nessuno, né sta dalla parte di qualcuno. La satira ha la funzione di mostrare le contraddizioni di personaggi, ambienti e costumi con toni comici o sarcastici, ponendosi l'obiettivo di stimolare alla riflessione.

Vi è stato qualcuno in particolare che ha dato il la alla tua arte?
Sì, sono state tre le persone che hanno influito sulla mia crescita professionale: Virgilio Soraperra de la Zoch, scultore di maschere caricaturali per eccellenza: la capacità di esaltare l'ironia nelle sue opere lo rendeva un artista unico. È stato lui a darmi inconsciamente l'imprinting per questa mia passione, cioè il grottesco. Dal punto di vista del fumetto devo ringraziare Robert Weikmann, poliedrico illustratore che vive a Predazzo. Nel momento in cui ho vinto il concorso mi sono appoggiato a Robert, perché avevo le idee, ma non la tecnica. Lui mi ha spiegato come funziona il linguaggio del fumetto, e come utilizzare tecnicamente i mezzi a mia disposizione per illustrarlo. Senza di lui sarebbe stato oltremodo difficile partire.
Giuseppe Palumbo è un importante disegnatore italiano al quale mi sono appoggiato per migliorare il mio metodo di lavoro. Mi ha preso sotto la sua ala protettiva dandomi consigli utili per il mio percorso fumettistico. Lui è stato il mio mentore, da lui ho imparato a esprimere al meglio le mie capacità.

Progetti?
Recentemente ho realizzato, in collaborazione con il Comun General de Fascia, una raccolta delle vignette pubblicate in questi ultimi anni su La Usc di Ladins dal titolo "Scedola Patofies". Annualmente realizzo l'Almanach per l'Union di Ladins de Fascia, un'insieme degli avvenimenti che accadono in valle divisi mese per mese e naturalmente illustrati in chiave satirica. In primavera uscirà una "Bira Ladina" che esporrà su ogni bottiglia delle etichette con i più importanti avvenimenti della minoranza etnica ladina in questi 2000 anni di storia, presentata in tre lingue e con una mia illustrazione, il tutto a cura dell'Union di Ladins dla Val Badia e il birrificio Antonius.

BIRA LADINA


La Uniun di Ladins dla Val Badia con il birrificio artigianale Antonius di Fiè allo Sciliar mi hanno proposto di realizzare una serie di etichette che rappresentassero avvenimenti o tematiche riguardanti la storia e la cultura ladina: ogni illustrazione è accompagnata da una breve descrizione storico-culturale in tre lingue (ladino, italiano e tedesco).
Al momento sono in commercio le prime 3000 bottiglie da 0,75 l (si possono ordinare qui) mentre per la primavera 2016 è in preparazione un'altra serie di birre con nuovi disegni! Vives!


Catarina Lanz di San Vigilio di Marebbe, anche nota come "la ragazza di Spinga", è l'eroina ladina delle battaglie per la libertà del Tirolo contro la Francia nel 1797.


La bandiera ladina nasce nel 1920 in occasione di una protesta di 70 rappresentanti ladini contro la divisione del gruppo linguistico ladino in 3 province, chiedendo il diritto all'autodeterminazione. Il celeste rappresenta il cielo, il bianco la neve e il verde i prati.


Il ladino, lingua romanza, viene parlato da ca.30000 persone in 5 valli nel cuore delle Dolomiti: Val Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo.

ALTO ADIGE 6.11.2015

L'articolo del giornalista Ezio Danieli dell'Alto Adige, parla del progetto Bira Ladina a cura dell'Uniun di Ladins dla Val Badia.

LA VAL BADIA LANCIA LA BIRRA LADINA
È prodotta a Fiè e realizza un progetto dell'Union Generela: sul mercato le prime tremila bottiglie

I ladini della Val Badia hanno la loro birra "personalizzata". Tremila bottiglie da 0,75 litri sono in commercio, prodotte dalla birreria artigianale Antonius di Fiè allo Sciliar e dotate di un'etichetta (disegnata dal fassano Manuel Riz), in cui, in poche righe in ladino, tedesco e italiano, vengono riassunte un po'di storia e di tradizione della Ladinia.
"Si tratta di un progetto che abbiamo iniziato da poco - dice Michael Moling, presidente dei ladini badioti che fanno capo all'Union Generela - e contiamo di sviluppare nella prossima primavera, quando, sempre grazie alla birreria Antonius, avremo a disposizione una confezione di sei bottiglie. Lo scopo del lancio sul mercato della birra ladina è quello di far conoscere a più persone possibili la nostra storia, quella della Ladinia. Attualmente - continua Moling - le birre con la nostra etichetta sono una Keller invecchiata con le erbe, una Keller invecchiata nel rovere ed una Keller invecchiata nel luppolo".
Sono tremila bottiglie inserite in commercio. "Le possiamo trovare nei bar, ovviamente, ma anche nei supermercati dell'Alta Badia. Speriamo - afferma ancora Moling - nell'alto gradimento di tutta la popolazione ladina e siamo intenzionati a estendere questa nostra idea al resto delle vallate ladine. Se riusciremo in questa fase di lancio sul mercato, che sta avendo riscontri promettenti, passeremo dalla prossima primavera alla seconda fase, sempre con la collaborazione della birreria Antonius di Fiè".
L prima Weissbier della provincia e forse italiana è opera del giovane - l'apertura risale al 2012 - birrificio Antonius, situato nella piccola frazione di San Antonio, da cui prende il nome, poco fuori Fiè allo Sciliar. Si affianca ad altre due tipologie di birre, una chiara e un'altra non filtrata che con quella di frumento (weissbier) formano un trio. Hanno cominciato a lavorare Daniel Anrather e Karin Obrist con tanta passione. Quel che è certo che oggi iniziano a vantare un pubblico di estimatori crescente, locale ma soprattutto tra i turisti che frequentano l'Alpe sia nella stagione estiva che invernale soprattutto.
Di questa birra colpiscono soprattutto le caratteristiche: ha un gusto sì tradizionale, ma con peculiarità appena diverse, dovute alla perfetta combinazione tra gli ingredienti - malto d'orzo e luppolo di prima qualità - e l'acqua, che in questo caso è quella dello Sciliar. Invitante, leggera, per tornare nel solco di quelle caratteristiche citate, e dalla bottiglia non verde, ma marrone, questa birra si adatta ad accompagnare in tavola pietanze tipicamente altoatesine, negli aperitivi, ma anche con la pizza.
quanto alla produzione, quella attuale si attesta sui 10 mila ettolitri l'anno (anche se la domanda è in crescita) in prevalenza chiara; il 50 per cento finisce in bottiglie da 0,33 litri, mentre l'altra metà in fusti da 20,5 e 30 litri.

LA USC DI LADINS 30.10.2015


L'articolo pubblicato sulla Usc di Ladins parla del progetto Bira Ladina a cura della Uniun di Ladins dla Val Badia.

AL VËGN LA "BIRA LADINA"
Colaboraziun dantre la Uniun Ladins Val Badia y la biraria "Antonius", por na bira che"baia"ince ladin.

La ULVB á sciöche fin chël de poré inant le lingaz y la cultura ladina, ti raiuns ladins mo ince foradecá. Chësc fin se realisëia prinzipalmënter cun i tröc proiec de publicaziuns y manifestazuns che la Uniun dá fora y organisëia. Mo nia ma; tres chirion la poscibilité de realisé proiec cun chi che an pó porté le ladin ince te situaziuns y realtés olache an n'é nia ausá da l'odëi. Un de chisc é l'idea de dé fora na "bira Ladina", che röies sön mësa dla jënt de dötes les valades ladines y ince fora di confins ladins. Por realisé chësta idea á la Uniun ciafé na colaboraziun cun la biraria "Antonius Bier" da Völs am Schlern. Por fá pié ia le proiet unse orü gní fora cun na ediziun de 3 etichetes, por 3 tipologies de bira: la bira Keller invedlada te erbes, la bira Keller invedlada te rou y la bira Keller lupulada a frëit (dötes 3 les bozes sará da 0,75 l). Les 3 etichetes é gnüdes dessignades cun gran savëi artistich da Manuel Riz, artist fascian. Cun i dessëgns án orü comuniché pilores fora dla storia y dla cultura ladina: vigni dessëgn é acompagné da na descriziun storia-culturala te 3 lingac (ladin, todësch y talian). Le proiet á na vijiun plü ampla, cun la previjiun da realisé na tipologia de bira ladina. Por chësta ocajiun gnarál realisé 20 etichetes cun deplü pilores fora dla storia y cultura ladina. La bira ladina pón bele comané sëgn da osc fornidú de boandes.

DOLOMITES SOUVENIR


Raccogliere oggetti rifiutati o abbandonati sui sentieri o sulle piste da sci, diventa un'occasione per intraprendere un lavoro di archeologia contemporanea ovvero "etnoarcheologiaturistichalpina".
Crediamo infatti che attraverso la raccolta sul territorio dolomitico e l'archiviazione di questi piccoli reperti, possiamo risalire a delle informazioni che dall'ambito di ricerca passano all'ambito di ricerca passano all'ambito socio-antropologico fornendoci informazioni nuove.
La nostra azione artistica riconosce che siamo ormai parte di una società consumistica che utilizza l'oggetto solo per il fine stabilito, abbandonandolo poi, ma pur riconoscendo questo meccanismo passivo, il nostro pensiero vuole mettere in luce le possibilità creative che il sistema contiene in sè.
Il reperto attraverso il lavoro di raccolta e catalogazione diviene nuovamente "oggetto", con l'azione artistica "opera", che documenta la storia e un pensiero nuovo di attenzione critica verso i fenomeni ciclici della vita della nostra piccola comunità già globalizzata a vocazione turistica.




La presentazione del progetto Dolomites souvenir si è svolta il 9 ottobre 2015 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, dove insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori è stata inaugurata la mostra di strada con la distribuzione dei 40 reperti (confezionati, numerati e firmati) raccolti in quota durante l'estate.




TRENTINO 13.10.2015


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della performance Dolomites souvenir  presso la Frida Street Gallery.

RIZ E SORAPERRA FANNO ARTE CON I RIFIUTI DEI TURISTI
Inaugurata la singolare installazione in Strèda del Faure a Canazei. In sacchetti e ben catalogati i "reperti"raccolti nei boschi e sulle piste da sci

A bordo di un'improbabile jeep gialla, carichi della loro simpatia contagiosa, hanno fatto ingresso nel tardo pomeriggio di venerdì in Strèda del Faure a Canazei, Manuel Riz e Claus Soraperra. Lì, dove da qualche tempo si trova la loro "Frida Street Gallery", li attendeva una cinquantina di persone, tra amici e estimatori, curiosi di ammirare "Dolomites Souvenir" la loro ultima opera d'arte, una performance nella performance.
Riz e Soraperra, l'uno fumettista e l'altro pittore ed ambedue insegnanti nelle scuole della valle, non hanno tradito le attese dei presenti con l'appuntamento annuale con "l'arte di strada", definita così perchè la loro galleria è una semplice bacheca lungo una via dove viene vista e interpretata da tutti i passanti.
L'idea del souvenir dolomitico, spiegata dai due rigorosamente in ladino tra tante battute spiritose, è ricca di quei contenuti e contenitori che, di solito, scartiamo. Nel corso dell' estate i due artisti hanno attraversato boschi e perlustrato sentieri e piste da sci, raccogliendo una quarantina tra rifiuti e oggetti lasciati da turisti e valligiani.
Gli oggetti, da lattine, a pass degli impianti, pezzi di sci, scarponi e quant'altro, sono stati catalogati - inserendoli in buste di plastica con data e luogo del ritrovamento - trasformandoli, così, in moderni reperti, mettendo in pratica quella che hanno definito "etnoarcheologiaturisticalpina". E c'è anche una bona notizia: "Non è stato facile trovarli, i nostri boschi sono puliti!"
Quindi, a fronte di un ambiente rispettato, Riz e Soraperra hanno specificato che l'archiviazione di piccoli reperti permette di risalire a informazioni socio-antropologiche. "La nostra azione artistica riconosce che siamo ormai parte di una società consumistica che utilizza l'oggetto solo per il fine stabilito, abbandonandolo poi. Pur riconoscendo questo meccanismo passivo, intendiamo mettere in luce le possibilità creative che il sistema contiene in sé. Il reperto, attraverso raccolta e catalogazione, diviene nuovamente "oggetto", con l'azione artistica "opera", che documenta la storia e un pensiero nuovo di attenzione critica verso i fenomeni ciclici della vita della nostra comunità, a vocazione turistica, globalizzata".
La performance presentata ha compreso una condivisione con i presenti: come lo scorso anno l'opera era legata allo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada e a ogni partecipante era stato data un po'di neve (contenuta in vaschette da conservare in congelatore), quest'anno gli ospiti hanno fatto rientro nelle loro case con un reperto da conservare.

LA USC DI LADINS 30.10.2015


L'articolo a cura di Valentina Redolfi della Usc di Ladins, parla della presentazione del progetto Dolomites souvenir presso la Frida Street Gallery.

REFUDAMES CHE FARA’ STORIA
Claus Soraperra e Manuel Riz é endò stac pizochenc con la neva opera d’èrt te Frida Street Gallery a Cianacei

Dò che l’an passà i aea confezionà la neif del giacé de la Marmolèda, chest an duc era curiousc de veder che che aea enjignà enstouta Claus Soraperra e Manuel Riz, i doi amisc e artisć da Cianacei che colaborea da egn per portèr mìngol de èrt pizochenta te noscia val.
Da canche i à ciapà te man la vedrina de Frida Bernard Pitscheider del Garnì Hirsch a Cianacei, acà doi egn, Claus e Manuel i tacà à meter fora operes o projec con na funzion ence sozièla, chela de fèr pissèr la jent a fac de la vita de duc i dis.
Via per chest an i à metù fora cater operes: l pan bianch e l pan brujà su la costion di enfughé, na lingia de scartabìe “chiuso” che se troa sui ujes de boteighes, hotìe e restoranc fora de sajon; na bandiera ladina sul stil di Stac Unii e amò ence “l’apreskiboot”, ciuzé da schi de chi che dò na dì sui schi vel se fermèr ti apreski. (http://fridastreet.blogspot.it/)
Ma n’outa a l’an... ades i ne à usà e se speton che i lo fae ence l’an che vegn, i fèsc ence vèlch de spezièl e chest an i à metù via i refudames del bosch.
Dò aer śirà d’istà sui troes da mont, Manuel e Claus à tout sù i refudames e i li à metui via e confezioné con tant de numer, post olache i l’à tout sù e scrites per ladin. Ogne refudam te so scartoz de plastica net e nef, desche se fossa n souvenir... n souvenir da la Dolomites.
Orcena touta sù dut intorn Cianacei: cocoi de banda de la beandes, schipas, bulons, bocoles de boces, toc de bachec da schi, caneles e amò integratores di ziclisć e na lingia de robes da restèr de sas. “Sion jic a pe de spes d’istà – à spiegà i doi artisć – scontraane families con fiores, fonghes, sasc o osc. I se portèa a cèsa dut... desche souvenir. Nos però volaane fèr zeche de nef, che pièje con mìngol de design”.
E dò aer pissà e pissà ge é vegnù l’idea del “Souvenir Dolomites”: orcena, petorcena, refudames te sachet ma che più che dut l’é n’opera d’èrt con n segnificat. Un pel grignèr, se maraveèr, se utèr da l’autra e pissèr chel che l vel, ma enstadì ic doi à amàncol volù portèr la jent a na reflescion. “Chel che nos lascion  - i à dit - l vegnarà tout sù tel davegnir e l mosciarà chi che siane. Canche i archeologhes i jirà a ciavèr i troarà duta chesta orcena e sarà chesta robes chiò che ge dirà chi che sion stac... che ne metarà te la storia e che darà l’inom a noscia popolazion”. Donca con l Souvenir Dolomites se à volù dir ence che la storia la fajon ogne dì e la fajon nos. Sion duc responsaboi.

MARATONA DLES DOLOMITES 2015


Il PERDONO è il tema della 29° Maratona dles Dolomites, per l'occasione il comitato organizzatore mi ha proposto di realizzare una breve storia a fumetti, che ho intitolato "Il passo Perdono", che è stata pubblicata all'interno della rivista ufficiale della manifestazione ciclistica.



AISCIUDA LADINA 2015


La MUSICA è stato il tema della VII edizione dell'Aisciuda Ladina, per questa occasione ho realizzato una serie di cartoline e stampe dedicate ai gruppi musicali locali che si sono esibiti durante tutta la settimana della festa.


Ciantarin

Ciantarina

Gropes pop-rock

Cores da mont

Gropes de musega folk

Sonadores de orghen a mantech

Cores

Museghes

MATINÉE CULTURALA


Il 6 aprile 2015 l'Union di Ladins Val Badia mi ha invitato a partecipare alla tradizionale Matinée culturala presso l'Istitut Cultural Micurà de Rü a San Martin de Tor (Bz).
Per l'occasione ho presentando il libro Scedola Patofies insieme alla musica di Martina Iori, il tutto accompagnato da fiumi di birra weizen e liagnes blances!





Grazie alla collaborazione con l'artista Emil Valentini sono state realizzate dal vivo trenta stampe serigrafiche di una illustrazione di  Scedola.






LA USC DI LADINS 17.4.2015


L'articolo a cura della Uniun Ladins Val Badia e pubblicato sulla Usc di Ladins, parla della presentazione del libro Scedola-Patofies tenutasi il 6 aprile 2015 alla matinée culturala a San Martin de Tor (Bz).

FASCIA Y VAL BADIA S'INCUNTA POR N DANMISDÉ DE MUSIGA, AURELA CÖRTA Y CULTURA
En ocajiun dla tradizionala matinée culturala dla Uniun Ladins Val Badia en Lönesc de Pasca, él gnü presenté le liber "Patofies" de Manuel Riz, cun l'acompagnamënt musical de Martina Iori

Sciöche da tradiziun, á ince chësc ann l'Uniun Ladins Val Badia organisé la Matinée culturala en Lönesc de Pasca, ai 6.4.2015, tl gran salf dl Istitut Ladin de San Martin de Tor, atira do mëssa. Por l'ocajiun án ponsé da presenté le liber "Patofies" de Manuel Riz, che n'e nia ciamó gnü presenté tla Val Badia. Y por resté tl tema "fascian" él gnü invié a soné la ciantautoria jona Martina Iori.
Do la prejentaziun y le bëgngnü da pert dl presidënt dla ULVB Michael Moling, á la jënt gnüda alerch tosc podü ascuté la bela musiga dla jona fasciana, davagnadëssa di festivals internazionai de musiga SUNS y Liet, a chi che al tol pert vigni ann ciantarins, ciantauturs y musiconc di lingac de mendranza. Martina á soné y cianté da sora, mudan jö danter acompagnamënt cun chitara y ukulele.
An á podü aldì cianties scrites da Martina instëssa, reinterpretaziuns dl repertore tradizional ladin, cover internazionales y dantadöt  süa ciantia "Viacon mia musega", cun chëra che ara á davagné i dui contest internazionai.
Spo él gnü le momënt de Manuel Riz, che á prejenté por la Val Badia so liber "Patofies", na racoiüda dles patofies gnüdes fora dal 2006 al 2013 t'La Usc di Ladins. Les ilustraziuns, caricatöres y i comics de Scedola él vigni letur d'La Usc che conësc, mo chësc liber i dá la poscibilité ince a d'atres porsones, ince da foradecá, de conësce l'opera de Manuel y les dinamiches, problematiches y i temesc dles valades ladines. Le liber á albü n gran suzes, tan che al è gnü premié pro le Lucca Comics & Games -fiera de comisc, animazun y jüc- cun na menziun speziala dla juria "Gran Guinigi", n pest che an pó  definì l'Oscar dl comics.
Pro le marcé di libri metü sö por l'ocajiun, á i prejënc podü cumpré le liber de Manuel Riz, sciöche ince d'atri libri dla Uniun Ladins Val Badia. A che che á spocumpré le liber i èl gnü scinché na stampa fata a man de n dessëgn de Manuel. Chëstes stampes é gnüdes fates a man al momënt, dal artist badiot Emil Valentini, che á stampé cun la tecnica dla serigrafia. La jënt á desmostré gran interes por chësta forma artejanala de stampa y, moiüs dala curiosité, é tröc stá plü di a damané fora co che chësta tecnica funzionëia.
Tratan la festa él spo sambëgn gnü cufé sciöche da tradiziun. I presënc á podü marné cun na bona bona liagna blancia, acompagnada da n gote de vin, na bira de formënt o n slüch de pom. Por l'ocajiun é i üs da cufé gnüs abelis cun n portaüs cun dic ladins da rì, y les  mëses cun les vignetes de Manuel Riz sciöche tovaia. La Uniun Ladins Val Badia ó rengrazié düc i presënc por avëi passé cun nos chësc danmisdé, chi che á daidé y l'Istitut Ladin Micurá de Rü por la desponibilité.

PEDIES

All'interno del programma Pedies è andato in onda un servizio televisivo (min. 5.47) che racconta della presentazione a San Marin de Tor (Bz) del libro Scedola Patofies.
Il tutto è stato trasmesso sull'emittente TML di Trento l'11 aprile 2015, a cura di Martina Debertol e Giacomo Gabrielli della Filmart Pictures.

ALMANACH 2014


Il 6 febbraio presso la Gran Ciasa di Soraga è stato presentato il terzo numero dell'ALMANACH, la rivista annuale edita dall'Union di Ladins de Fascia che raccoglie gli avvenimenti più importanti accaduti nel 2014 in Val di Fassa.

TITOLO: Almanach 2014
DISEGNI: Manuel Riz
TESTI: Valentina Redolfi, Lucia Gross, Monica Cigolla, Cristina Marchetti
FOTO: Alberto Chiocchetti
EDITORE: Union di Ladins de Fascia
GRAFICA: Misign
LINGUA: Ladino
FORMATO: 33,5 x 24 cm
PAGINE: 52
ANNO: 2015
INFO: lausc@ladinsdefascia.it   Tel.0462.764545

Per ogni mese ho realizzato una storia a fumetti autoconclusiva su di un argomento scelto in collaborazione con le redattrici: Lucia Gross, Valentina Redolfi, Cristina Marchetti e Monica Cigolla.